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17 ottobre 2012 3 17 /10 /ottobre /2012 06:56

Il freddo di Ada

Dott.sa Sabrina Costantini

 

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Ada esce dal cancelletto condominiale furtivamente, come un ladro che fugge dal suo misfatto.

Attraversa le strade rattrappita nel suo giaccone, con la testa ben nascosta dentro il cappuccio di pelo, passi piccoli, svelti, col fare di un ratto che deve ritornare nella sua fogna.

Sempre di corsa da un angolo all’altro della strada, la testa china, lo sguardo nascosto, il corpo esile, inconsistente e veloce, troppo veloce per essere afferrato.

Quasi mai la si riesce a fermare, a carpire alcunché.

D’inverno il freddo è pungente, la cervicale, l’emicrania, ne sono nemici. D’estate il caldo ed il sole troppo cogenti, la pelle diafana, gli occhi assenti, non possono sopportarlo, l’eccesso di stimoli è indigeribile.

Ada è solo un abito che la ricopre, ma forse neanche quello, così lineare, indifferenziato, atonico. Non si percepiscono sfumature, personalizzazioni, non un colore, niente la differenzia da un manichino in vetrina.

Ada è un ruolo, un lavoro, che per altro non si vede svolgere, troppo impegnata nelle attività amministrative. E’ un contenitore esterno, sempre in movimento e inafferrabile.

Ada è anche volontariato, lavoro per gli altri, interessamento, ma non si vede farlo, si rinchiude nella sua stanza a smistare oggetti da donare, non si sa cosa faccia, dove sia, cosa realmente desideri.

Chi è Ada?

Io non lo so. Non so chi è Ada. Cosa pensi, cosa realmente senta dentro quel corpo esile e trasparente.

 

Poi c’è il marito di Ada. Il fantasma del fantasma.

Il marito non lavora, non si sa bene per quale strana incurabile malattia o pretesto. Sta a casa con la sua cagnetta, a coltivare la psoriasi e i fiori e vi assicuro che lo fa proprio bene, sia nell’uno che nell’altro campo.

Di quando in quando, lo si vede alla finestra col cagnolino, entrambe guardano e in giro e suscitano un’infinita desolazione, pena e rabbia insieme.

Sembrano due miserabili.

Il marito di Ada si vede ancora meno di Ada. Non cammina veloce, non è così magro e svelto, ma non esce, se non in orari strategici, quando il mondo intero lavora o  cena, talvolta pranza.

Esce? Si esce, talvolta, per portare il cane fuori. Ma solo talvolta, spesso manda fuori la cagnetta che poi rientra da sola, le lascia aperto cancello e porta, che poi furtivamente chiude all’istante.

Quando si trova costretto, malgrado lui, a strappare un saluto, non lascia ombra di dubbio, non c’è spazio per il mondo!

E il cane? Come lui!

Ha paura di tutti, persino dei bambini. Sta solo con il suo padrone.

Pare, che il loro divertimento preferito sia stare davanti al PC! Vi passano ore e ore!

Lui non ha altra attività che questo, ah, dimenticavo apre anche il cancelletto, attraverso il pulsante ubicato in casa, alle figlie, quando devono rincasare.

Un padre non può far a meno di esprimere le proprie premure per i figli! Foss’anche in un gesto minimo come questo.

Ma è minimo e unico, non può fare che questo.

Già c’è da chiedersi come Ada e il marito abbiano avuto due figlie!

E’ difficile, veramente difficile immaginare la loro vita diversa, con un minimo di movimento, vitalità, passione.

Ma ce l’avranno mai avuta?

E le figlie, altrettanto inafferrabili, incomprensibili, indefinibili …….

Tutti in quella famiglia, passano via come spettri, che non si è sicuri di aver visto, non si sa se realmente ci sono ….

 

Non conosco la storia di Ada, né del marito, né della loro famiglia. Conosco solo ciò che vedo e che ho descritto sommariamente.

Vale a dire tutto e niente. Ma forse anche conoscendo la storia, non ne saprei molto di più, in fin dei conti quello che si vede, già dice molto di ciascuno di loro.

In fin dei conti ci dice che sono inafferrabili, aerei, solitari, non amano la relazione, non sanno ascoltare, né accogliere, non amano farsi vedere, non sono mossi da passioni, da pulsioni, da emozioni che li distinguano.

Ciò che è chiaro: sono in fuga!

Fuggono dalle persone, dal mondo, dall’impegno, dalla responsabilità, dalle emozioni, dagli imprevisti, dall’onda degli eventi e della casualità.

Il marito in modo esplicito, la moglie un po’ meno. Ada infatti si reca a lavoro puntualmente ogni mattina, assolve ai suoi doveri domestici o una parte di essi, si occupa dei bisognosi, collabora con la chiesa per il catechismo e quanto altro può servire. Insomma, è molto indaffarata, non ozia certo.

Eppure …. è ritirata dalla vita, è in fuga. Il suo fare è solo un altro modo per fuggire. Non c’è mai veramente, non si ferma mai, se non deciso da lei o dal dovere, non si fa fermare.

Ada non vede, non sente, non dice, non ascolta, non mostra alcuna rimostranza al marito fantasma, alcun rimprovero, alcuna mira, nessun obiettivo, non un trasalimento, non un tono che si oda in modo deciso, non c’è vita appunto.

In contrasto con tutto quel fare, non lascia alcuna traccia di sé, nessuna vera traccia. Forse tante persone diranno “Ah, com’è brava la signora Ada!”, ma in verità: La signora Ada chi è?

E’ brava, perché?

Fa molte cose, ma non ti dona mai sé stessa e tutto quel lavoro, quegli oggetti non parlano affatto di sé, non donano niente effettivamente di sé!

A lei serve il fare, altrimenti il vuoto l’annullerebbe! E’ un conto che non vuol fare.

Non sappiamo perché, sicuramente nella sua storia e nella storia della sua famiglia d’origine, c’è sicuramente contenuta la traccia del perché, ci sono le origini, le fonti di tutto questo fuggire.

Ma quello che vediamo ci fornisce un fotogramma assai rappresentativo, una donna esile, di un pallido ceruleo, capelli ispidi, bocca piccola, sempre tirata, occhi piccoli, spenti, assenti, un incedere frettoloso, impersonale, che non lascia impronta.

Ada non c’è, Ada mostra un freddo dentro le ossa che non potrà essere riscaldato con giacconi, caloriferi, né pellicce. Ada prova un freddo ancestrale, Ada fugge dai pericoli del mondo, Ada ha paura di tutto e di tutti e per preservarsi dal rischio di dover vivere ha scelto un uomo che ha più paura di lei, che può controllare e dirigere, anche a costo di esserne schiava!

Chissà se qualcosa riuscirà mai a riscaldarla, se qualcosa la fermerà!

Chissà se lei riuscirà mai a comunicare calore a qualcuno, se riuscirà a vivere su un’onda diversa.

 

Quello che noi siamo si esprime a tutti i livelli, dal più banale al più sofisticato, dal più esplicito ed esterno al più nascosto ed interno. Ogni cosa che facciamo, ogni pensiero, ogni emozione, ogni espressione esterna sa di noi, parla di ciò che siamo.

Nello stesso modo, il cambiamento può partire anche da questi piccoli atti quotidiani che ci riguardano. Per quanto semplici ed esterni, rappresentano l’espressione di una concrezione della nostra personalità e spezzarne l’automatismo, rappresenta già un primo passo per il diverso.

Il cambiamento è inevitabile e vitale, non si può pensare di trovarci bene negli stessi panni di 5 anni fa, 10 anni fa, 20 e oltre. La vita scorre, le cose cambiano e noi anche.

Ancorarsi a delle cose esterne, ad oggetti, abitudini, atteggiamenti, pregiudizi, ci irrigidisce in qualcosa di ormai morto, che non esiste più!

E allora compiamo un piccolo esercizio, scriviamo una lista di piccole cose che possiamo cambiare ed è bene cambiare. Allora dai …. iniziamo a depennare …..

Vedrete, è difficile iniziare ma poi è facile continuare.

Ci si può trovare disorientati, non si riconoscono più, non si trovano più i punti di riferimento usuali, quelli noti e rassicuranti, poco importa, vedrete che passerà e alla fine sarà un bene. Solo nel vuoto e nel nuovo si scoprono risorse mai viste!

La signora Ada non fa del male a nessuno, è una buona cristiana, è dedita alle sue scelte di vita, lavoro, famiglia, volontariato. Un quadro irreprensibile, eppure …..  vive un freddo perenne, un gelido inverno nel suo mondo interno. Ha congelato tutto e tutto deve rimanere tale, lei desidera che sia così.

Ma, avrà mai riflettuto sul suo freddo? Avrà mai sperimentato cosa significa il disgelo?

Voi sapete di cosa si tratta?

In fin dei conti anche il gelo, ovvero l’acqua nel suo naturale decorso percorre molti stati, solido, liquido, gassoso e poi ancora nelle sue varie forme e temperature, ad interagire con la terra, con l’aria, con le piante, con l’uomo, in un ciclo continuo e imprevedibile ….

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