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Riflessioni, idee, sogni, emozioni, corpo e psiche in movimento

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Stile di dipendenza II parte

                                                     STILE DI DIPENDENZA II Parte

                                                           Dott.sa Sabrina Costantini
Considerazioni sull’attività svolta

 

L’attività sopra descritta, ha trovato un diverso accoglimento nei due tipi di scuole.

Presso la scuola media inferiore, si è riscontrato un buon interesse generale, sia da parte dei discenti che dei docenti. Alcune classi si sono distinte per l’interesse sull’argomento e la vivacità nella discussione. Parimenti, alcuni docenti hanno offerto complicità e sostegno, preparando gli alunni al lavoro preposto, attraverso attività pregresse e interagendo con la discussione di classe, durante l’intervento stesso.

In quest’ ambito, sono nate riflessioni assai interessanti circa la natura della dipendenza e gli elementi che accomunano oggetti diversi (alcool, fumo, cellulare, internet, ecc.). E’ stata riscontrata un’alta consapevolezza circa la dinamica della dipendenza, non legata specificatamente all’oggetto, ma alla relazione con l’oggetto. I ragazzi comprendono che anche oggetti innocui come internet, il cellulare, o il cibo stesso, possono diventare fonte di disagio e abuso. Alcuni di loro, vivono già questa condizione, sentendosi incapaci di rimanere una sola giornata, senza connettersi, telefonare o scambiare sms.

Nella gran parte dei casi, è risultato uno stile di vita ancora molto dinamico, legato alle attività sportive e alle relazioni vis a vis. Non mancano comunque attività fortemente abitudinarie, vicine ad uno stile di dipendenza (in particolare da internet e cellulare).

Grazie al reciproco confronto, gli studenti hanno mostrato una notevole sensibilità circa questi temi ed una grande intuizione, nell’individuare le giuste definizioni alle parole “abitudine” e “dipendenza”. Si sono mostrati in grado di descrivere i contesti e le personalità, che possono in qualche modo essere a rischio di abuso, la loro naturale curiosità a sperimentare cose nuove e dal desiderio di sentirsi grandi, “ganzi”, rispettati da tutti, nonché le influenze implicite derivanti dal gruppo dei pari, dai media televisivi, dagli spot pubblicitari, ecc.

Le classi coinvolte nella discussione, hanno mostrato un particolare senso critico verso l’utilizzo della tecnologia, suggerendo spesso la necessità di trovare limiti entro cui muoversi, per una fruizione più sana e consapevole.

Relativamente alle sostanze, i ragazzi sembrano abbastanza lontani sia da alcool che da droghe, mentre una certa percentuale sembra già dedita al fumo di sigarette.

Durante l’attività svolta, sono stati riscontrati anche degli ostacoli e difficoltà. Uno di questi riguardava una scarsa capacità di discussione, a livello di classe. Ovvero, i singoli ragazzi sono stati capaci di produrre riflessioni assai interessanti e stimolanti, i piccoli gruppi hanno evidenziato un sufficiente livello di analisi, ma il livello di discussione di classe, si è articolato con una certa fatica. In quest’ultima condizione, si è individuato una difficoltà a dialogare e ad esprimere il proprio mondo interno, in relazione agli altri.

Si è verificato frequentemente, un mancato rispetto dei turni di parola ed del corretto rispetto delle opinioni altrui, che hanno dato luogo a sovrapposizioni fra più persone.

Inoltre, spesso i ragazzi di provenienza ed etnia diversa risultano esclusi (da sé o dagli altri), nella discussione, in piccolo e grande gruppo. Nonostante questa situazione, un solo insegnante si è fatto carico di esporre il problema dell’integrazione razziale.

Quanto descritto è genericamente valido anche riguardo alle classi di scuola media superiore, con un minor senso di collaborazione, un atteggiamento più marcatamente ribelle, una scarsa disposizione al confronto nel lavoro di plenaria ed un atteggiamento più marcatamente antirazziale.

 

Osservando i dati

 

Osserviamo adesso alcuni dati, emersi dal questionario.

Nella Tab. 1 vediamo la descrizione dettagliata del campione, composto principalmente da adolescenti che rientrano nella fascia 13-16 anni, per lo più di sesso maschile. La prevalenza del sesso maschile è determinata da una percentuale assai esigua di ragazze, presso l’istituto di secondo grado, che abbassa la media generale.

La Tab. 2 ci mostra che il 64,7% dei ragazzi ha mangiato tanto da sentir lo stomaco scoppiare e di questi il 17,1% per più di 5 volte (il criterio da noi scelto per misurare una condotta che va oltre la situazione occasionale), mentre il 34,9 non risponde.

La Tab. 3 evidenzia che quasi tutti questi ragazzi praticano sport, la metà circa si attesta nell’intervallo che va dalle 2 alle 6 ore settimanali ed un 30% si distribuisce nelle fasce di impegno superiore (fino alle 10 ore).

Relativamente alle ore di studio, il campione si distribuisce per il 60% nella fascia centrale, che va da meno di un’ora a 2 ore giornaliere, abbiamo poi un buon 12% che dichiara di non studiare mai e meno del 10% studia dalle 4 ore in su. Infine, il 60% circa trascorre con gli amici dalle 2 alle 5 ore quotidiane, il 14% vi trascorre 6-7 ore ed il 4,1% mai. Questo dato si sovrappone alla frequenza riscontrata nelle altre attività, infatti con gli amici si fa sport, si usano i media, si ascolta musica, si studia, ecc.

Un altro elemento interessante è rappresentato da una discreta percentuale, relativa alle mancate risposte (nr), persino nelle domande che riguardano il sesso e l’età, oppure in quelle a carattere neutro come “Quante ore di sport settimanali?” (ben un 14%). E’ difficile dare un’interpretazione univoca a questo dato. Se da una parte fa pensare al probabile tentativo di non essere identificato, dall’altra forse raccoglie anche quelle situazioni in cui c’è incertezza nella risposta. In ogni caso, traduce una motivazione non sempre piena e una probabile sfiducia nell’utilizzo dello strumento e in particolare nell’effettivo anonimato. Se però procediamo con le domande vediamo che tale elemento, tende a scomparire a circa metà del questionario. Non sappiamo se determinato da una maggiore serenità di risposta dopo un po’ di domande, che fungono da frangi ansia, o se determinato dal contenuto specifico delle domande. E’ possibile che le domande sull’uso di internet, play station, cellulare e altro, siano vissute come maggiormente serene, rispetto a quelle inerenti l’uso di alcol, cibo, ore di studio, ecc. Teniamo conto infatti, che il questionario è stato somministrato nel contesto scolastico, talvolta in presenza del docente.

 

 

Tab. 1 Descrittiva del campione

 

Età      N         %                                           Genere                       N         %

 

12        14        4,8                                          Femmine                    83        28,4

13        83        28,4                                        Maschi                       202      69,2

14        76        26,0                                        NR                             7          2,4

15        38        13,0                                        Tot                              292      100

16        45        15,4

17        22        7,5

18        7          2,4

nr        7          2,4

Tot      292      100

 

-         nr sta per non risponde

 

Tab. 2 Distribuzione relative a condotte alimentari inappropriate

 

nr – sta per non risponde

 

Item 2

Ti è mai capitato di mangiare moltissimo e in fretta tanto da sentirti lo stomaco scoppiare?

N

%

 

SI

189

64,7

 

NO

101

34,6

 

nr

2

0,7

 

TOTALE

292

100,0

 

 

 

 

Item 3 

Se sì, quante volte?

N

%

 

1 volta

37

12,7

 

2 volte

53

18,2

 

3 volte

38

13,0

 

4 volte

9

3,1

 

5 volte

3

1,0

 

Superiore a 5 volte

50

17,1

 

nr

102

34,9

 

TOTALE

292

100

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