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Riflessioni, idee, sogni, emozioni, corpo e psiche in movimento

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Certezza e "Buoni SI"

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I ottobre 1997  PARIS     da JODOROWSKY

 

 

I temi di cui parlo sono superiori a me, non sono un professore, cerco anch’io di imparare insieme a voi. A limite sono un attore che cerca di arrivare al teatro sacro....

Oggi si parla della CERTEZZA, in qualsiasi azione, ci deve essere una CERTEZZA. Se non si vive la CERTEZZA, l’anima non funziona. In un mondo dove tutto è relativo, c’è bisogno di agire in base alla CERTEZZA interiore. La CERTEZZA che viene dal Cuore.

Noi siamo Cervello - Cuore - Sesso - Corpo, l’ Intelletto, l’Emozionale, il Sesso e i suoi desideri, il Corpo e i suoi bisogni. Queste 4  personalita’ che porto dentro di me hanno delle richieste; alla richiesta di essere, il bisogno di essere me stesso, si comincia da piccoli coll’imitare i genitori, gli insegnanti etc.

Il solo modo di realizzarsi nella vita è voler essere se stessi, scoprire se stessi.

Nei Paesi totalitari se si cerca di essere se stessi si è uccisi, il pensiero personale è vietato. Siccome la democrazia è la maschera della tirannia, neppure nella democrazia puoi pensare come vuoi, ti stressano, ti chiudono la bocca mettendoti sulla strada economicamente. In questo mondo è veramente difficile essere se stessi.

Bodhi Dharma ha lavorato su se stesso per trovarsi, ha eliminato tutte le influenze esterne ed è arrivato a se stesso e alla domanda “Chi sono io ?” si è risposto: UN MISTERO TOTALE !  Io non posso conoscermi, non posso definirmi, se mi conosco mi annichilisco.

Non occorre conoscersi, è sufficiente la CERTEZZA che questo nostro mistero è una vera meraviglia. Non bisogna imparare ad essere, ma semplicemente a percepirsi e non a definirsi. Quando un filosofo arriva a definirsi, si chiude nella sua struttura e poi si suicida. Definirsi nell’essere non serve.

Quando si ha questa CERTEZZA di essere un meraviglioso mistero, si comincia a cercare i propri sentimenti. E si scopre che l’AMORE è ciò che conta.

Si è stati maltrattati, si ha collera, rancore .... Una volta che si supera tutto ciò si arriva al problema di amare : come amo ?

Imparo ad amare per imitazione, come ama la mamma, come ama il papà, amo come amano gli altri...Ma come amo? Amo come amo, il mio modo di amare cambia nel crescere, con l’esperienza, non è un problema, ognuno ha il diritto di amare come vuole. Importante è che il mio modo di amare non è uguale a quello degli altri, il mio come non è il come degli altri. Tutte le persone hanno un come differente, per amarsi bisogna accettare il come dell’altro, fare spazio per accettare il modo di amare dell’altro e vivere la Certezza che il mio come e il suo come sono buoni entrambi.

Quando due persone si trovano ad amarsi allo stesso modo è un vero miracolo!!! Non succede tutti i giorni.

L’Amore non è personale, il nostro Cuore è solo un canale e l’Amore è il tessuto dell’Universo. Noi siamo recettori d’amore e doniamo amore.

Non so come amo, ma ho la CERTEZZA che amo, a modo mio, accetto che sia così, ma non esigo che il come dell’altro sia uguale al mio. Non è giusto.

Ho diversi sguardi per guardare una persona, posso guardarlo con l’Intelletto, posso guardarlo col cuore, con la sfera sessuale (l’energia sessuale è una grande potenzialità energetica, la si può addirittura canalizzare in energia di guarigione)......

Il bello è guardare una persona, incontrare l’altro attraverso tutti questi tipi di sguardi così l’incontro non è limitato. E così si riesce ad amare l’altro con tutti i suoi terribili difetti, lo si accetta e lo si comprende per com’è.

Ma prima di tutto bisogna donarsi alla propria fiamma interiore, amare se stessi, accettare la qualità che rappresentiamo, avere la Certezza della propria qualità.

E’ essenziale donarsi a noi stessi, accettare come si è: un grande e meraviglioso mistero. Accettiamo tutti i tipi di desideri e tutti i tipi di sentimenti.

Ci sono persone che si limitano nei desideri perchè hanno paura.

Ci sono persone che arrivano a desiderare qualcosa che non corrisponde a ciò che si è abituati a desiderare e così arrivano i sensi di colpa.

Anche se non si riesce a soddisfarli, avere desideri è utile perchè è tutta energia che può essere canalizzata verso il Bene. Accettate ciò che succede all’interno di voi, non abbiate paura di voi stessi, non siate nemici di voi stessi, i desideri sono una grande energia per guarire. Rifiutarli, nasconderli porta alla malattia mentale, alla depressione, alla tristezza, a divenire dei criminali....

Accettate i desideri, utilizzateli per il bene degli altri con la certezza che si fa del bene, che qualsiasi desiderio è divino e non diabolico.

Devo avere la Certezza che voglio vivere come voglio vivere, che posso vivere come voglio vivere. La società può averti offerto delle dimensioni che non sono adatte a te.

Guarda dove vivi, come vivi, lo spazio che ti circonda, tutto ciò che ti circonda. E chiediti: “Sto vivendo ciò che voglio?”

Se vivo come voglio devo cercare di rendere migliore ancora di più la mia situazione.

So comunque che da qualche parte avete l’idea di non poter vivere come volete.

Ho un territorio mio, solo mio? O mi faccio invadere da tutti? Ho paura di avere un luogo tutto mio? Esamina cosa mangi perchè sei cosa mangi. La vita serve ad imparare a vivere. Se ti senti male crei l’inferno intorno a te, se ti senti bene crei il paradiso. E’ stupendo vivere la Gioia di sentirsi candidato alla Vita, alla Conoscenza, alla Verità. Vivi l’esperienza, se non fai non vivi, meglio sbagliare, dopo hai l’esperienza meravigliosa di aver sbagliato. Il cammino dell’amore deve condurmi a me stesso, devo imparare ad amarmi con tutto il mio potenziale, sono un mistero divino. Amando me, amo Dio. Attraverso me raggiungo il dio che è in me. Per mancanza di amore per se stessi cerchiamo la realizzazione fuori di noi. Quando ci si ama si è una fonte di dono, quando non ci si ama si è fonte di richieste e bisogni. Scoprendo l’amore per se stessi si arriva alla guarigione.

 

JODOROWSKY

 

 

 

Ho voluto farvi i miei auguri di Natale con questo brano di Jodorowsky, tradotto dalla collega e amica di un tempo Monica Rizzo. Traduzione di uno degli incontri del martedì parigino all’insegna della spontaneità e del teatro sacro.

La persona che ha assistito all’incontro e che lo ha tradotto, mi ha raccontato che la parola Certezza veniva pronunciata con una vera e totale certezza, quella parola ti faceva vibrare la pancia, perché era carica di tutta la forza che costituisce la certezza nella sua essenza, della stabilità, della fiducia in noi: è l’interezza di noi, l’unione della pancia con la testa, dell’istinto con la ragione, dell’inconscio con il conscio, questo è certezza!

Allora visto che a Natale si festeggia la nascita di un bambino, cosa c’è di meglio che festeggiare il nostro bambino, che rinasce ogni volta che noi sentiamo certezza, ogni volta che ci fidiamo del nostro intuito, di quella capacità di guardare con occhi incantati e ingenui, ma sapienti e luminosi di un essere che crede ancora al mondo.

Il mio augurio è che la certezza fiorisca ogni giorno della nostra vita, nelle nostre menti e faccia vibrare ogni parte di noi. Per far ciò istigo la danza dell’abbondanza e della generosità.

Non rimaniamo chiusi nel nostro piccolo mondo, nel nostro misero sistema di sopravvivenza, apriamo alla vita e  a noi.

Fra qualche giorno inizieranno le tavolate, i pranzi sontuosi, i doni, gli auguri ed i nostri frigo sono strapieni di cibi, le nostre case calde, accoglienti, colme di oggetti. Ma se passasse un “senza tetto” davanti la nostra porta, saremmo disposti ad accoglierlo, offrirgli un posto alla nostra tavola, farlo ristorare nel nostro bagno con acqua calda, dargli dei vestiti puliti? Saremo disposti?

Credo proprio di no. Saremo tutti spaventati da chissà cosa può succedere, chissà cosa può portarci via questa persona estranea e tanto diversa.

Ma anche fosse che ci privasse di qualcosa, perché offerto o portato via indebitamente, cosa mai ci potrà realmente portare via? Cosa di noi, viene meno con questi oggetti? La nostra certezza ha forse bisogno di cose materiali?

Direi di no! La certezza è qualcosa che sta nelle nostre viscere, nel nostro inconscio, nel pacchetto intero di ciò che siamo noi, non certo nelle cose esterne, a cui diamo troppo spesso un valore che non ha!

 

Avete bisogno di un’idea per un regalo?

Regalate un libretto di “10 buoni SI”. Regalatelo a chi vi circonda, chi lo riceverà avrà diritto a 10 SI incondizionati.

Ci state? Rifletteteci.

E’ molto più facile spendere soldi  e comprare un oggetto. Offrire dei sì incondizionati, costa assai di più, siamo così avari e ristretti da non offrire più veramente senza condizioni. E allora cosa diamo veramente di noi?

Coltiviamoci nelle nostre certezze e lasciamo andare le paure che ci impediscono di dire SI a noi stessi e agli altri.

Serene feste e tanti buoni SI!

 

                        Sabrina Costantini

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