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29 maggio 2013 3 29 /05 /maggio /2013 08:44
Pregiudizi sugli Ps....

Ancora della serie "Come hai scelto il tuo psi?"

"Semplice ho fatto il colloquio con tutti quelli che facevano il primo colloquio gratuito!"

"Un mio amico ha chiesto a tutti gli psi il prezzo della seduta ed è andato da quello più economico! Tanto son tutti ladri!"


In verità la scelta non è così banale, nè così semplice.

Io non offro il primo colloquio gratuito per un motivo ben chiaro, io sono lì a lavorare e lo faccio in modo professionale e anche un semplice colloquio di consulenza, fosse anche l'unico, è un lavoro importante, offre comunque una significativa possibilità di scambio, comprensione, crescita.

Magari la persona decide di non continuare il percorso, magari non con me, ma se la consulenza è svolta bene, può essere utile perchè la persona comprende perchè non vuole continuare, quali le resistenze, quali le motivazioni fondate, quali le necessità e le risorse, di cosa ha bisogna e cosa desidera.

Tutto ciò, mi pare già un'universo!

Svolgere molti primi colloqui può destabilizzare e francamente, a cosa serve?

Se una persona non trova subito il terapeuta con cui si trova bene, capisco che continui a cercare, è giusto, ma continuare a fare colloqui è come continuare a fuggire, passare da una città all'altra senza fermarsi mai e godere del luogo stesso. Se non ci si ferma, non si può comprendere davvero, non si può sentire.

Il criterio economico (il prezzo più basso) poi non è così semplice neanche quello. Comprendo che visto i tempi, tutti quanti noi vogliamo risparmiare, ma personalmente quando compro un pacco di biscotti aspettandomi un certo sapore e quando vado poi a verificare che ciò che mangio non corrisponde per gusto, qualità, allora preferisco non mangiarne per niente o spendere di più e se proprio non ce la faccio, mangiarne meno.

Per una cosa così importante come la mia cura, il discorso si accresce ancora più in questa direzione.

L'economicità nel nostro lavoro,deriva da molti fattori, dall'età del collega, dall'esperienza, dalla formazione, dalla spesa che il professionista sostiene in senso generale rispetto all'attività, da una scelta personale, ecc.

In linea di massima però, teniamo conto che se un professionista ha delle spese concrete, come quelle base di uno studio, se poi vi aggiungiamo le spese per accrescere e mantenere la professionalità, come supervisione, aggiornamenti, la formazione continua, ecc., allora capite che la qualità non può che avere un certo prezzo, tenendo conto che poi ogni caso è un caso a sè, in linea generale funziona così.

E' anche giusto e doveroso che il professionista guadagni (badate bene ho detto guadagni, non straguadagni) dalla propria attività, non può andarci in rimessa, altrimenti è volontariato, ma allora è un'altra scelta!

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