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22 novembre 2012 4 22 /11 /novembre /2012 11:22

Storie di ordinaria follia:

Giulia

 

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Giulia mi fa venire in mente un vecchio spot pubblicitario, non so se lo ricordate (è un po’ datato), ci mostrava un’impettita colf che suona alla porta di una nuova cliente, entra e si presenta con queste parole, sferrate con tono saccente e affettato “Luisa inizia presto, finisce presto e non pulisce il water!”

Bhe, Giulia è madre di quattro figli, onesta lavoratrice, fedele praticante della propria confessione, dedita ad ogni tipo di volontariato, sempre disponibile verso chiunque le chieda qualunque tipo di aiuto, sveglia, intelligente, piena di interessi e di hobbies (giardinaggio, musica, lettura, sport diversi, imparare le lingue, militante in movimenti pacifisti, l’attenzione verso l’ottica ecologista, ecc.).

Giulia è piena d’ansia!

Ma come potrebbe essere diversamente?

Giulia, saprà quello che realmente vuole?

Si sarà mai chiesta, qual è la priorità della sua vita?

Giulia dice una cosa e ne vorrebbe dire altre dieci, fa una cosa e già si lamenta che non può fare tutte le altre che ha in progetto, si offre per portare avanti un impegno e si dimentica che ne aveva un altro e così via.

Nei suoi progetti passati, c’era stato anche un quinto figlio!

Pensate un po’!

Ma dove lo metteva?

Giulia, così piena di entusiasmo, di idee, di iniziative, non sopporta di dover pulire o andare al supermercato, tutto tempo perso.

Periodicamente esplode e fugge via con un nuovo progetto o fugge letteralmente ad una manifestazione, a trovare un lontano parente e nel frattempo i figli tornano da scuola e non trovano nessuno ad accoglierli.

I figli si fanno forza l’uno su l’altro e si riversano addosso la rabbia e il rancore l’uno su l’altro, come fiere in un’arena.

Il suo sogno segreto, andare in africa a fare la volontaria o a lavorare.

Giulia vuol bene ai suoi figli e si preoccupa per loro, vorrebbe il meglio per loro e spende molto tempo a pensare il futuro migliore per loro, ad evitargli sbagli, programmando e dirigendo, o cercando di farlo, le loro azioni, i progetti, lo spazio, il tempo, le scelte, le risposte.

E’ una moglie fedele e sorride per la punizione divina, quando un adulterio viene sventato: la coerenza è troppo importante, una promessa è una promessa!

Si dà così tanto da fare, a correre, pensare, progettare, programmare, da offendersi se i vicini le fanno i complimenti per il buon marito che si è scelta, che lava, stende e fa tutto il resto.

E’ possibile che nessuno vede ciò che fa lei?

Ogni volta che sente i parenti che le chiedono cos’ha cucinato per il pranzo domenicale, si sente avvilita, diversa, lei non ha cucinato un bel niente o al limite un piatto di pasta.

Lei è diversa, lei offre altro ai suoi figli.

Lei si occupa di scegliere un futuro sicuro per loro, lei si preoccupa dell’ecologia ambientale, dell’onestà fra le persone, si aggiorna anche di corsi non obbligatori, si batte per la non sperimentazione sugli animali, lotta per salvare l’ambiente, lei accoglie e accudisce ogni anno un ragazzo straniero, che rimanda a casa con le valigie piene di tutto, ma soprattutto piene di possibilità, di alternative!

Lei fa tutto questo, ma non basta mai!

Ma a chi, non basta mai?

Agli altri?

A lei sterssa?

 

Eppure lei parla velocissima per riuscire a dire tutto quello che deve dire, pulisce e suona il piano appena smontata dalla notte, quando fa il turno di notte lo usa per aggiornarsi su internet, cerca in ogni modo di organizzare le giornate e le vacanze ai figli, in modo che siano stimolati, fin da piccolissimi comprava loro libri in inglese, si sforza di essere una brava persona e una cittadina onesta!

Uff!!

Forse ….. sarebbe meglio un amante!

Forse …. essere un po’ meno brava e un po’ più ferma, piena ….. forse la vita le scapperebbe meno dalle mani.

Forse meno pensiero e più vita, riempirebbe di quanto ce già!

 

Ma Giulia è così unica, a questo mondo?

Giulia è un caso speciale o è solo uno dei tanti esempi di ordinaria follia, verso cui tendiamo quotidianamente ….?! 

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7 novembre 2012 3 07 /11 /novembre /2012 08:46

Ho visto un uomo correre a metà

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Ho visto un uomo correre a metà.

Una gamba piegata, in linea col movimento, una gamba stesa, rigida, impenetrabile

Un braccio mobile, in sintonia col movimento, un braccio duro e freddo, privo di vita

Una parte della bocca nel suo naturale allocamento, una parte piegata in basso, quasi a formare una smorfia amara

La figura quasi statuaria, sottile e consumata come il tronco di un pioppo argentato

Il volto inflessibile e assente

Lo sguardo fisso in un punto lontano

Un obiettivo?

Un punto mentale?

 

Dopo un po’ di tempo, quell’uomo correva un po’ meno a metà!

Che straordinaria la forza di volontà!

Riesce a oltrepassare anche la malattia inesorabile del corpo!

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30 ottobre 2012 2 30 /10 /ottobre /2012 14:47

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29 ottobre 2012 1 29 /10 /ottobre /2012 19:09

Realtà o proiezione?

L’amicizia e la mancanza di paura!

..........

 

 

 

 

Chi vuol essere mio amico?

(Una vecchia narrazione)

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Un tempo il cane viveva tutto solo nei boschi.

Siccome si annoiava molto, decise di andare a cercare un amico.

Vide una pecora che stava pascolando in un prato e le chiese:

“Pecorella, pecorella gentile, vorresti vivere con me?”

“Perché no?” rispose la pecora. “Vieni a casa mia”.

Calata la notte, si addormentarono entrambi.

All’improvviso un rumore destò il cane, che si mise ad abbaiare.

La pecora si svegliò di soprassalto e gli disse furiosa:

“Taci! Se il lupo ti sente, verrà a divorarci!”

Dopo di che lo cacciò fuori di casa.

Allora il cane andò a cercare il lupo.

“Lupo, lupo grigio dal muso aguzzo, vuoi vivere con me?” gli domandò quando lo ebbe trovato.

“Perché no?” Rispose il lupo.

Calata la sera, si addormentarono entrambi, ma nel bel mezzo della notte il cane iniziò ad abbaiare.

“Taci! Se l’orso ti sente, verrà a divorarci” lo sgridò il lupo.

Dopo di che si allontanò per cercare un riparo …. a passo di lupo.

Allora il cane andò a cercare l’orso.

“Orso, orso bruno dai lunghi artigli, vuoi vivere con me?” gli domandò quando lo ebbe trovato.

“Perché no?” rispose l’orso.

Calata la sera, si addormentarono entrambi.

Però, nel cuore della notte il cane si mise ad abbaiare.

Tremante di paura l’orso gli gridò:

“Taci! Se l’uomo ti sente, verrà ad ucciderci!”

Allora il cane andò a cercare l’uomo.

“Tu, che fai paura all’orso, che fa paura al lupo, che fa paura alla pecora, vuoi vivere  con me?”

“Vieni”, rispose l’uomo.

E lo portò a casa sua.

Nel bel mezzo della notte il cane si mise ad abbaiare.

“Fai il bravo, cagnetto. Mangia se hai fame, ma lasciami dormire”, gli disse l’uomo.

“Non ha proprio paura di niente!” pensò il cane, e si riaddormentò felice.

E, a partire da quel giorno, il cane è il migliore amico dell’uomo

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24 ottobre 2012 3 24 /10 /ottobre /2012 10:38

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Briciole di Vento

 

Briciole di vento

Briciole di vento che spazzano via a piccole dosi

Briciole di vento che recano con sé fugaci odori

Briciole di vento ……

rotolano, balzellano, solleticano, giocano

Briciole e vento

Pane e aria

Vento in Briciole

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17 ottobre 2012 3 17 /10 /ottobre /2012 06:56

Il freddo di Ada

Dott.sa Sabrina Costantini

 

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Ada esce dal cancelletto condominiale furtivamente, come un ladro che fugge dal suo misfatto.

Attraversa le strade rattrappita nel suo giaccone, con la testa ben nascosta dentro il cappuccio di pelo, passi piccoli, svelti, col fare di un ratto che deve ritornare nella sua fogna.

Sempre di corsa da un angolo all’altro della strada, la testa china, lo sguardo nascosto, il corpo esile, inconsistente e veloce, troppo veloce per essere afferrato.

Quasi mai la si riesce a fermare, a carpire alcunché.

D’inverno il freddo è pungente, la cervicale, l’emicrania, ne sono nemici. D’estate il caldo ed il sole troppo cogenti, la pelle diafana, gli occhi assenti, non possono sopportarlo, l’eccesso di stimoli è indigeribile.

Ada è solo un abito che la ricopre, ma forse neanche quello, così lineare, indifferenziato, atonico. Non si percepiscono sfumature, personalizzazioni, non un colore, niente la differenzia da un manichino in vetrina.

Ada è un ruolo, un lavoro, che per altro non si vede svolgere, troppo impegnata nelle attività amministrative. E’ un contenitore esterno, sempre in movimento e inafferrabile.

Ada è anche volontariato, lavoro per gli altri, interessamento, ma non si vede farlo, si rinchiude nella sua stanza a smistare oggetti da donare, non si sa cosa faccia, dove sia, cosa realmente desideri.

Chi è Ada?

Io non lo so. Non so chi è Ada. Cosa pensi, cosa realmente senta dentro quel corpo esile e trasparente.

 

Poi c’è il marito di Ada. Il fantasma del fantasma.

Il marito non lavora, non si sa bene per quale strana incurabile malattia o pretesto. Sta a casa con la sua cagnetta, a coltivare la psoriasi e i fiori e vi assicuro che lo fa proprio bene, sia nell’uno che nell’altro campo.

Di quando in quando, lo si vede alla finestra col cagnolino, entrambe guardano e in giro e suscitano un’infinita desolazione, pena e rabbia insieme.

Sembrano due miserabili.

Il marito di Ada si vede ancora meno di Ada. Non cammina veloce, non è così magro e svelto, ma non esce, se non in orari strategici, quando il mondo intero lavora o  cena, talvolta pranza.

Esce? Si esce, talvolta, per portare il cane fuori. Ma solo talvolta, spesso manda fuori la cagnetta che poi rientra da sola, le lascia aperto cancello e porta, che poi furtivamente chiude all’istante.

Quando si trova costretto, malgrado lui, a strappare un saluto, non lascia ombra di dubbio, non c’è spazio per il mondo!

E il cane? Come lui!

Ha paura di tutti, persino dei bambini. Sta solo con il suo padrone.

Pare, che il loro divertimento preferito sia stare davanti al PC! Vi passano ore e ore!

Lui non ha altra attività che questo, ah, dimenticavo apre anche il cancelletto, attraverso il pulsante ubicato in casa, alle figlie, quando devono rincasare.

Un padre non può far a meno di esprimere le proprie premure per i figli! Foss’anche in un gesto minimo come questo.

Ma è minimo e unico, non può fare che questo.

Già c’è da chiedersi come Ada e il marito abbiano avuto due figlie!

E’ difficile, veramente difficile immaginare la loro vita diversa, con un minimo di movimento, vitalità, passione.

Ma ce l’avranno mai avuta?

E le figlie, altrettanto inafferrabili, incomprensibili, indefinibili …….

Tutti in quella famiglia, passano via come spettri, che non si è sicuri di aver visto, non si sa se realmente ci sono ….

 

Non conosco la storia di Ada, né del marito, né della loro famiglia. Conosco solo ciò che vedo e che ho descritto sommariamente.

Vale a dire tutto e niente. Ma forse anche conoscendo la storia, non ne saprei molto di più, in fin dei conti quello che si vede, già dice molto di ciascuno di loro.

In fin dei conti ci dice che sono inafferrabili, aerei, solitari, non amano la relazione, non sanno ascoltare, né accogliere, non amano farsi vedere, non sono mossi da passioni, da pulsioni, da emozioni che li distinguano.

Ciò che è chiaro: sono in fuga!

Fuggono dalle persone, dal mondo, dall’impegno, dalla responsabilità, dalle emozioni, dagli imprevisti, dall’onda degli eventi e della casualità.

Il marito in modo esplicito, la moglie un po’ meno. Ada infatti si reca a lavoro puntualmente ogni mattina, assolve ai suoi doveri domestici o una parte di essi, si occupa dei bisognosi, collabora con la chiesa per il catechismo e quanto altro può servire. Insomma, è molto indaffarata, non ozia certo.

Eppure …. è ritirata dalla vita, è in fuga. Il suo fare è solo un altro modo per fuggire. Non c’è mai veramente, non si ferma mai, se non deciso da lei o dal dovere, non si fa fermare.

Ada non vede, non sente, non dice, non ascolta, non mostra alcuna rimostranza al marito fantasma, alcun rimprovero, alcuna mira, nessun obiettivo, non un trasalimento, non un tono che si oda in modo deciso, non c’è vita appunto.

In contrasto con tutto quel fare, non lascia alcuna traccia di sé, nessuna vera traccia. Forse tante persone diranno “Ah, com’è brava la signora Ada!”, ma in verità: La signora Ada chi è?

E’ brava, perché?

Fa molte cose, ma non ti dona mai sé stessa e tutto quel lavoro, quegli oggetti non parlano affatto di sé, non donano niente effettivamente di sé!

A lei serve il fare, altrimenti il vuoto l’annullerebbe! E’ un conto che non vuol fare.

Non sappiamo perché, sicuramente nella sua storia e nella storia della sua famiglia d’origine, c’è sicuramente contenuta la traccia del perché, ci sono le origini, le fonti di tutto questo fuggire.

Ma quello che vediamo ci fornisce un fotogramma assai rappresentativo, una donna esile, di un pallido ceruleo, capelli ispidi, bocca piccola, sempre tirata, occhi piccoli, spenti, assenti, un incedere frettoloso, impersonale, che non lascia impronta.

Ada non c’è, Ada mostra un freddo dentro le ossa che non potrà essere riscaldato con giacconi, caloriferi, né pellicce. Ada prova un freddo ancestrale, Ada fugge dai pericoli del mondo, Ada ha paura di tutto e di tutti e per preservarsi dal rischio di dover vivere ha scelto un uomo che ha più paura di lei, che può controllare e dirigere, anche a costo di esserne schiava!

Chissà se qualcosa riuscirà mai a riscaldarla, se qualcosa la fermerà!

Chissà se lei riuscirà mai a comunicare calore a qualcuno, se riuscirà a vivere su un’onda diversa.

 

Quello che noi siamo si esprime a tutti i livelli, dal più banale al più sofisticato, dal più esplicito ed esterno al più nascosto ed interno. Ogni cosa che facciamo, ogni pensiero, ogni emozione, ogni espressione esterna sa di noi, parla di ciò che siamo.

Nello stesso modo, il cambiamento può partire anche da questi piccoli atti quotidiani che ci riguardano. Per quanto semplici ed esterni, rappresentano l’espressione di una concrezione della nostra personalità e spezzarne l’automatismo, rappresenta già un primo passo per il diverso.

Il cambiamento è inevitabile e vitale, non si può pensare di trovarci bene negli stessi panni di 5 anni fa, 10 anni fa, 20 e oltre. La vita scorre, le cose cambiano e noi anche.

Ancorarsi a delle cose esterne, ad oggetti, abitudini, atteggiamenti, pregiudizi, ci irrigidisce in qualcosa di ormai morto, che non esiste più!

E allora compiamo un piccolo esercizio, scriviamo una lista di piccole cose che possiamo cambiare ed è bene cambiare. Allora dai …. iniziamo a depennare …..

Vedrete, è difficile iniziare ma poi è facile continuare.

Ci si può trovare disorientati, non si riconoscono più, non si trovano più i punti di riferimento usuali, quelli noti e rassicuranti, poco importa, vedrete che passerà e alla fine sarà un bene. Solo nel vuoto e nel nuovo si scoprono risorse mai viste!

La signora Ada non fa del male a nessuno, è una buona cristiana, è dedita alle sue scelte di vita, lavoro, famiglia, volontariato. Un quadro irreprensibile, eppure …..  vive un freddo perenne, un gelido inverno nel suo mondo interno. Ha congelato tutto e tutto deve rimanere tale, lei desidera che sia così.

Ma, avrà mai riflettuto sul suo freddo? Avrà mai sperimentato cosa significa il disgelo?

Voi sapete di cosa si tratta?

In fin dei conti anche il gelo, ovvero l’acqua nel suo naturale decorso percorre molti stati, solido, liquido, gassoso e poi ancora nelle sue varie forme e temperature, ad interagire con la terra, con l’aria, con le piante, con l’uomo, in un ciclo continuo e imprevedibile ….

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8 ottobre 2012 1 08 /10 /ottobre /2012 09:24

 

Echi lontani

di Voci Interiori

 

 

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Laboratorio Intensivo

17 Novembre 212

Autonarrazione di sè

fra corpo e parole

 

Condotto da:

 

Dott.a Sabrina Costantini

Piergiorgio Deriu

Dott.a Claudia Nepi

 

 

Il Laboratorio Echi lontani di Voci Interiori

è un incontro intensivo, nei termini del tempo e della qualità del lavoro svolto.

Si propone l’esplorazione di sé attraverso l’Autonarrazione, quale voce interiore che ci conduce ad un percorso sempre più interno e originario.

Utilizzeremo un’autonarrazione espressa da canali e strumenti diversi: le parole, il racconto, la storia, la prosodia, la prossemica, il gesto, la postura, il corpo statico e in movimento, i sintomi e le malattie.

L’atto del “raccontarsi” infatti, costituisce l’oggettivazione di tutto ciò che siamo e sentiamo, uno strumento per proiettare all’esterno qualcosa di noi, inconsapevole e indefinito, quindi l’occasione per rispecchiarsi e vedersi nella propria storia presente e passata.

Il percorso esperienziale proposto, verrà condotto in un ambito di piccolo gruppo, che avrà inizio e termine nella stessa giornata.

Il contesto di gruppo permette la sperimentazione, il confronto, l’opportunità di vedere tante sfaccettature diverse di sé, delle proprie motivazioni consce e inconsce. L’autonarrazione e gli altri che accolgono quanto emerge di noi, risuoneranno in sincronia con quegli echi lontani delle proprie voci interiori, rappresentando così lo strumento principe dell’autosvelamento.

L’obiettivo principale infatti, consiste nel conoscersi, riconoscersi e creare un filo nella propria storia, fra presente, passato e futuro.

 

Verranno utilizzate tecniche ed esperienze di vario tipo: la parola e la condivisione, immaginazioni guidate, la sperimentazione diretta della relazione, giochi interattivi, gestalt, esercizi psicodrammatici, sperimentazione del movimento, esercizi di bioenergetica, yoga, shiatsu, ecc.

Il lavoro sarà articolato in un percorso comune guidato di espressione di sé, nella mattina e in un lavoro maggiormente individualizzato nel pomeriggio.

Il Laboratorio si terrà sabato 17 Novembre 2012, con orario 9.00-18.00.

presso l’associazione LiberaMente ….Corpo, in via Pacinotti, 33, Cascina.

Conduttori:

 

Dott. sa Sabrina Costantini

Psicologa Psicoterapeuta con approccio Analisi Transazionale-Bioenergetica.

Specialista di terapia individuale e di gruppo.

Trattamento di disturbi emotivi, disturbi d’ansia, psicosomatici, disturbi dell’arco evolutivo, genitorialità, ecc.

Docente materie psicologiche.

Cell. 349 83 03 854

E-mail: sabrina.costantini1@tin.it

Blog: sabrinacostantinipiscologia.over-blog.it

 

Piergiorgio Deriu

Istruttore Operatore Shiatsu, Istruttore Yoga, Personal Trainer.

Cell. 338 44 26 466

 

Dott. sa Claudia Nepi

Psicologa Psicoterapeuta

Indirizzo Comparato Gestaltitsta

Esperta di disturbi alimenti e nel trattamento dell’obesità.

Pratica terapia individuale e trapia di gruppo.

Cell. 348 31 50 633

 

 

 

 

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1 ottobre 2012 1 01 /10 /ottobre /2012 12:52

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Ho detto alla mia anima di stare ferma, e di stare ad aspettare senza sperare.
Perché sperare sarebbe sperare la cosa sbagliata;
Di stare ad aspettare senza amore.
Perché l’amore sarebbe amore per la cosa sbagliata;
Ma resta ancora la fede.
Ma fede e amore e speranza sono tutte nell’attesa.
Aspetta senza pensare, perché non sei pronto per pensare.
E allora l’oscurità sarà luce, e l’immobilità danza.

(Thomas Stearns Eliot)

 

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26 settembre 2012 3 26 /09 /settembre /2012 11:35

                 Manuale per la          sopravvivenza  quotidiana

dell’Uomo Moderno

 

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INTRODUZIONE

 

Siamo colleghi della salute psichica, nel senso più ampio possibile, ma invece di parlarvi di diagnosi, di conflitti, di problemi specifici, di terapia, riabilitazione, risoluzione delle parti, ecc., abbiamo preferito focalizzarci sullo stile di vita, sul pensiero di vita, sull’intelligenza, sì, sul modo di mettere a frutto le proprie risorse, il migliore possibile.

 

Siamo uomini moderni e questo comporta dei gran vantaggi ma anche degli impegni, dei pesi, un prezzo e la nostra capacità adattiva viene messa duramente alla prova.

 

La prima domanda che può sorgere leggendo il titolo di questo eBook può certamente riguardare cosa si intenda per “Uomo Moderno”  e perché questi debba possedere una manuale per la sopravvivenza quotidiana, trattandosi di un uomo evoluto… un sapiens sapiens (filogeneticamente parlando, s’intende).

 

Secondo la definizione Treccani la parola modernità indica:

 

carattere di ciò che appartiene ai tempi più recenti. Riferito a persone o a manifestazioni, indica adesione allo spirito e al gusto dei tempi, e quindi originalità ed emancipazione dalla tradizione.

 

Lo spirito della modernità spesso connotato da un carattere utopico (nella consapevolezza che un'era si sta aprendo), dalla ricerca del nuovo e dall'interesse per lo specialismo e l'avanguardismo”.

 

In questa parola possiamo dunque includerci molte cose, riempirla dei significati che ci sono più congeniali, dal vivere affascinante e caotico delle metropoli (come Baudelaire intendeva il fermento della vita parigina di metà ottocento) al progresso tecnologico o scientifico, dalla globalizzazione alla crescita culturale o demografica, dall’industrializzazione al riconoscimento dei diritti umani in una società…

 

Ma a livello prettamente “umano” e individuale cosa significa essere moderni? E, soprattutto, cosa vuol dire vivere nella società moderna (specie la nostra)?

 

 

 

 

 

Ecco, con questo eBook intendiamo cercare di cogliere quelle che possono essere difficoltà, disagi, paure, disorientamenti della vita quotidiana di chi vive in questo luogo e in questo tempo; di chi, barcamenandosi fra lavoro, casa, figli, relazioni familiari, affettive e amicali, non può fare a meno di provare la netta sensazione che qualcosa gli stia sfuggendo, che la sua vita stia prendendo una direzione non prevista, che tutto stia ruotando a una velocità tale da far girare la testa.

 

Il nostro Manuale di Sopravvivenza, desidera offrire uno spunto di riflessione sul nostro modo di affrontare le piccole grandi cose di tutti i giorni, in un modo diretto e franco, con un pizzico di ironia e di professionalità; attraverso una lista di riflessioni e piccoli consigli…piccoli perché non avranno il potere, da soli, di cambiare le vite di chi li leggerà; piccoli perché nella giungla della vita moderna riscoprire il valore delle piccole cose può aiutare a tirare un po’ il fiato e a concedersi un momento per sé.

 

Proprio per questo abbiamo scelto di chiamare il nostro elenco “21 motivi qualunque per dire sì alla vita”: perché non serve un motivo speciale per sentire che stiamo vivendo una vita degna di essere vissuta, perché “piccolo” e “grande” sono dimensioni relative…l’importante è che vi sia armonia.

 

 

 

Scaricabile Gratuitamente qui:

 

http://goo.gl/nRpBi

 

 

 

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24 settembre 2012 1 24 /09 /settembre /2012 10:30

 

 

MANUALE PER LA SOPRAVVIVENZA QUOTIDIANA DELL’UOMO MODERNO

 

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Si tratta  di un Ebook gratuito, scritto con altri colleghi,

una sorta di raccolta di pensieri, stimoli, piccole strategie per l’uomo moderno,

così stressato, oberato, confuso, sopraffatto dal cemento, dai doveri, dagli impegni, dai mille stimoli, dalla velocità, dall’altezza, dalle aspettative ……..

 

Lo potete trovare qui:

 

http://goo.gl/nRpBi

 

Buona Lettura!

 

e …… fateci sapere che ne pensate

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