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18 marzo 2013 1 18 /03 /marzo /2013 17:28

Usare un Corpo o Essere Corpo

  Parte 4°

 


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E-COMMERCE DI MUTANDE USATE 

Quattro studentesse neozelandesi vendono i loro slip non lavati su internet per pagare tasse universitarie e mutui bancari.


Uno "slip indossato da una di noi per almeno un giorno e che non e' stato lavato" costa circa 15mila lire sul sito web "Massey Girls Panties".

La presidente dell'associazione neozelandese studenti universitari, Tanja Schutz ha definito l'iniziativa "disgustosa e totalmente inappropriata".

Ma le ragazze difendono la loro iniziativa affermando che non hanno soldi sufficienti per mangiare od uscire con gli amici.

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11 marzo 2013 1 11 /03 /marzo /2013 23:38

Avere un Corpo o essere corpo?

Parte 3°


 

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ECCO IL PRIMO UOMO CHE DIVENTA ROBOT 

 
E' un professore anglosassone l'emulo di Terminator...

Kevin Warwick, insegnante di cibernetica all'università di Londra, potrebbe entrare nella storia come il primo uomo-robot.

Il docente inglese, a cui e' stato da poco rimosso un chip che dialoga con le macchine impartendo ordini silenziosi, ha intenzione di continuare gli esperimenti facendosi impiantare un microchip nel sistema nervoso.

Alla domanda "perchè lofa"?

risponde così: "Sono nato umano per caso e da questa mia condizione posso evolvermi usando la sperimentazione".

 

Kevin ha però anche ammesso che esiste il rischio, durante la "prova", di non poter più comandare i suoi gesti.

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5 marzo 2013 2 05 /03 /marzo /2013 17:47

 

Abitare il Corpo o Essere Corpo?

Parte 2°

 

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SI TOLGONO LE LABBRA PER ASSOMIGLIARE A UN GADGET

 
Riesplode a Tokio la "Hello Kitty mania"

 

Alle adolescenti giapponesi non basta più colorarsi i capelli e "sbiadirsi" la pelle della faccia.

 

Adesso sono convinte che per essere trendy devono assomigliare a Kitty, una micina-gadget. E per farlo arrivano a farsi togliere le labbra: la clinica di Roppongi (la Fashion Health) fa l'operazione in anestesia locale.

 

Al posto delle labbra viene applicato un leggero strato di pelle di maiale colorata che rende omogenea la superficie.

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2 marzo 2013 6 02 /03 /marzo /2013 09:31

Abitare il Corpo o Essere Corpo?

Parte 1°

 

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INDIA PAESE DELLA BELLEZZA 


Negli ultimi anni sono raddoppiati i saloni di bellezza e i centri estetici. In appena 10 anni, cinque ragazze indiane hanno vinto titoli di bellezza mondiali.

 

E' il risultato più appariscente dell'industria del corpo che prolifera nel paese e dà lavoro a migliaia di persone, dalle estetiste ai redattori di riviste specializzate.

 

Esistono vere e proprie scuole di bellezza frequentate da persone "comuni" che hanno deciso che la cura della propria persona e' fondamentale per avere successo.

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25 febbraio 2013 1 25 /02 /febbraio /2013 11:42

Prontuario per il Corpo

 

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Quanto segue, è rivolto unicamente al corpo!

Sì al corpo.

Non vi sorprendete, non è una scelta astrusa. In verità, si tratta di una comunicazione diretta col corpo.

Dal momento che la maggior parte delle volte, la mente ci mente, cioè ci inganna con i suoi mille giri e rigiri, allora ecco che decido di parlare direttamente al corpo, assai più saggio, più naturale e maggiormente in contatto con i bisogni e i desideri.

 

E poi …. Se la psiche influenza il corpo, lo stesso vale per il corpo: il corpo influenza la psiche!

Per cui, se adottiamo un cambiamento sul corpo, necessariamente passerà anche alla psiche, all’emotività!

In fondo, che importa da dove si parte?

L’importante è arrivare a destinazione.

E allora, ecco le direttive per il corpo! La mente intanto, vada a fare una passeggiata e non interferisca nella nostra conversazione, mi raccomando!

 

Cominciamo con il risveglio.

Al mattino, appena sveglio corpo, datti tempo!

Stiracchiati, rilassati e assapora ogni sensazione da parte di ogni tua parte.

Ce n’è una che cerca attenzione? Una che duole?

C’è prurito, senso di intorpidimento, arsura, calore, freddo …..?

Ti sei ascoltato? Hai dunque rispettato il messaggio che ti è arrivato?

Hai soddisfatto quei bisogni di caldo, freddo, sete, fame, tensione, prurito …..?

Se la risposta è SI, allora sei pronto per partire.

 

Appena apri gli occhi, osserva come osservi.

Quando apri gli occhi e vedi le prime immagini che ti circondano, come reagisci?

Chiudi gli occhi, li socchiudi, li sbarri?

Lascia che gli occhi si adattino alle immagini, alla luce, a ciò che si presenta intorno a te!

 

Gli occhi ancora in relazione agli altri.

Cosa fanno gli occhi, di fronte alle persone?

Cambiano direzione, evitano l’incontro con altri occhi, si aprono, si chiudono, assumono posture particolari …..?

Ricorda che se chiudi o socchiudi la tua apertura visiva, ridurrai ciò che fai entrare degli altri. Ti precluderai una gran parte di stimoli (spesso di quelli che arrivano diretti al cuore) e ti mostrerai superbo e arrogante, rifiutante!

Non aver paura di aprire in modo pieno e rilassato i tuoi occhi e di aprire una finestra generosa a quanto ti circonda!

 

Le orecchie. Un altro ben elemento di contatto!

Come le usi le orecchie, caro corpo?

Le apri ben bene? Le lavi e tieni ben recettive al mondo?

Ascolti tutti i suoni che arrivano a te, senza giudizio e senza filtro?

Se ti precludi una fascia di suoni, di parole o di discorsi, potrebbe atrofizzarsi una parte di te, lo sai vero?

Quale?

La mente, il cuore, le gambe, le braccia, ecc.

Diventando così, come un deserto che non riceve acqua.

 

 

La bocca.

Proprio quella. Non sorridere ironico.

La bocca, se te lo sei dimenticato, serve a molte cose, eccone alcune: a parlare, a soffiare, a baciare, a cantare, a ridere, a fare le boccacce, a dire senza parole …..

Se metti il morso alla tua bocca, se la riempi di sale o di amaro, se chiudi quest’apertura, non rimarrà molto in giro di te!

Non preservarti! Non stanca così tanto, usare la bocca!

Non risparmiare parole, complimenti, dolcezze sussurrate, clamori, trasalimenti, baci, sussulti, pernacchie, linguacce, starnuti, sbadigli e tutto quello che viene direttamente da dentro di te, da ogni parte di te, corpo saggio!

 

Il naso.

Ficca il tuo naso, liberamente dove vuoi!

Non farti inutili pudori. Non giudicare un odore cattivo e uno buono, è uno stimolo che proviene da fuori e da dentro te e comunica qualcosa.

Gli odori sanno di vita, di trasformazione, di messaggi, di alchimia, di energia, di molte altre cose ancora.

Non vorrai mica privarti dell’odore del pane appena sfornato? Dell’erba ancora bagnata di rugiada? Dell’odore inimitabile che i neonati lasciano ovunque si trovino? Dell’odore della madre che allatta? Dell’odore dell’orina, sparsa nei vicoli? Dell’odore dei cibi infranciditi? Di un cibo avariato, caduto dietro un mobile che non riesci a vedere? Di un fiore appena sbocciato in una mattina di primavera?……………….. ?

 

Le mani.

Le mani rappresentano un organo di contatto importantissimo. Il primo organo di contatto che differenzia l’uomo dall’animale. Sì, ricordate che la stazione eretta ha svincolato le mani da altre funzioni, donandole una grande libertà d’azione.

E allora usiamole!

Caro corpo, permetti alle tue mani di toccare tutto ciò che vuole toccare, di accarezzare, grattare, prendere, afferrare, avvicinare, simulare, allungare, spingere, sperimentare, analizzare ……

Non lasciare che siano preda di vergogna, non c’è motivo, loro sono libere, forti e importanti, ti avvicineranno il mondo e il mondo si avvicinerà a loro.

 

Le braccia.

Ah, le braccia, che gran strumento!

Sono forti, sono leve, sono sostegni, sono raccoglitori di abbracci, di tenerezza, sono insieme alle mani, il simbolo del tuo scambio col mondo, uno strumento così grande e potente.

Sono grandi portatrici di sensazioni quali caldo, freddo, ruvido, duro, morbido, soffice, pesante, leggero, ecc.

Non le limitare, loro riescono a fare molte cose, permetti loro di esprimersi in tutta la loro ricchezza e creatività.

 

Il collo.

Sì, il collo con le spalle sono un altro punto di grande passaggio, di collegamento fra la testa e la pancia.

Lasciali morbidi e aperti al flusso di passaggio, da sopra a sotto, da sotto a sopra.

Caro mio corpo, lascia che il collo e le spalle siano liberi di muoversi, di girarsi, di distendersi liberamente, senza remore, difese, né trincee.

Non ci sono guerre da combattere!

Il mondo non è un campo di battaglia, ma una foresta da esplorare, ricca, affascinante, misteriosa ….. talvolta pericolosa, ma niente che oltrepassi le capacità dell’homo sapiens!

 

Le gambe.

Un mezzo di spostamento fondamentale!

Con le gambe ti avvicini e ti allontani da tutto ciò che le braccia non riescono a raggiungere. Loro possono essere svelte, nervose, tese, rigide, flessibili, lente, naturali, forti, toniche, mansuete, inconsistenti …..

Puoi andare verso il mondo o puoi scappare da esso.

Usale per andare verso, che è meglio! Altrimenti, saranno sempre costrette a correre, per fuggire da qualcosa.

 

La pancia.

Sì, che c’è di strano?

La pancia è il luogo più segreto e importante di noi! Lì ci sono le energie primordiali, le emozioni, le istintualità.

Allora, non la reprimere, non la nascondere, non cercare di sopprimerla a tutti i costi, ma non farla neanche sfondare oltre i limiti.

Non la segregare nei canoni della moda, ma lascia che sia, non indurirla con doveri, con contrazioni inutili, lasciala morbida, pronta al passaggio per il fuori e dal fuori!

Ricorda che lì c’è un passaggio fondamentale: quello dell’aria e dell’ossigeno!

Insieme ad altri punti-strettoia, costituisce il via libero o meno per far entrare aria nuova.

Non limitare l’ossigeno-vita-vitalità-energia!

 

Ecco, se hai fatto tutto questo, ti faccio i miei migliori complimenti, perché vuol dire che ti sei dato uno spazio di libero movimento, caro corpo, vedrai che avrai sperimentato che il “mondo è la tua ostrica”!

Hai visto quante cose interessanti ci sono? Hai udito i suoni più impensati e annusato gli odori più stravaganti che parlano di terre lontane? Ed il sapore dei cibi, della pelle, del contatto, delle parole pronunciate senza la mente ……

Che leggerezza muoversi senza catene, senza pesi, né orpelli!

 

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18 febbraio 2013 1 18 /02 /febbraio /2013 11:42


Qualcuno volò sul nido del cuculo
Regista
Milon Forman


1975 Usa

 

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Tema: ospedale psichiatrico, malattia mentale, sanità,
repressione, violenza

Questo film rappresenta la brillante traduzione dell'omonimo libro di Ken Kesey,
scritto dopo un periodo di volontariato presso un ospedale
californiano, per veterani di guerra.
Il film datato ma attuale e sorprendentemente sottile nel cogliere
la violenza psicologica, la pressione emotiva del personale
ospedaliero, nei confronti dei cosiddetti malati psichiatrici.

Una serie di piccoli, invisibili incastri, costrizioni, che impediscono di volare via nel proprio nido.

Quegli incastri che perpetuano e ricordano i ruoli familiari.

Talvolta ruoli auto imposti, creati all’idealizzazione e dall’amore, talvolta dal troppo amore, dal controllo, dall svalutazione, ecc.


Il bravissimo Jack Nicholson recita il ruolo di un detenuto, che
furbescamente tenta di evitare il carcere mostrando un'instabilità
psichica, che alla fine gli costerà cara.

 

Di fatto Nicholson nei panni di McMuephy,

 porta
una pò di vitalità ed intraprendenza in questo gruppo di “mattarelli”
eterogenei, che del tutto matti non sono, anzi per lo più, sono
persone che hanno rinunciato alla vita e continuano a farlo grazie
alla pressione della cura repressiva.

McMurphy, nel suo ruolo di ribelle, porta lì dentro

Il tema del nido, la convinzione che si possa uscire

da lì, a favore di un proprio progetto.

Non riuscirà poi ad avvalersene, ma lo farà un altro “mattarello”, l’imponente indiano che volerà sul nido di Nicholson, il nido del cuculo appunto.

Quest’uccello infatti, possiede il merito di far proprio, il nido di altri.

Rappresenta un'ottimo spunto di riflessione sul livello di
sanità/malattia, sul confine che li separa, sulla responsabilità di ciascuno nella sanità/malattia,

nonchè sul livellodi curabilità e sanità dei curanti,

sul grado di umanità delle
strutture preposte alla cura dei "non sani" e ....

in ultimo, ma nonultimo per importanza, costituisce un ottimo esempio di buon cinema e
di un cast eccezionale!

 

Se ci riuscite, recuperate anche le interviste agli attori, ai produttori, regista e altri addetti

scoprirete interessanti curiosità, improvvisazioni che hanno reso eccezionali o particolari alcune scene.

Il produttore è Michael Douglas, che ha deciso di volere questo film perché suo padre, Kirk Douglas, anni prima aveva creduto molto in questo libro e in ciò che narrava e lo aveva messo in scena per il teatro.

Ma aimè lo spettacolo non ebbe grande successo e gli attori, anch’essi convinti dell’importanza di quanto stavano rappresentando, hanno insistito molto con lo spettacolo, anche a loro spese!

E quel che non è riuscito a Kirk è riuscito a Michael, ad uno strumento diverso quale il cinema, in un tempo diverso, forse più maturo …..

 

Di sicuro questo film ha ancora da insegnarci veramente tanto!

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14 febbraio 2013 4 14 /02 /febbraio /2013 15:14

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12 febbraio 2013 2 12 /02 /febbraio /2013 15:15

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11 febbraio 2013 1 11 /02 /febbraio /2013 11:13

E questa notizia?

 

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Articoli: Natura

Scoperto un popolo sconosciuto

 

 

 

 

Incredibile ma vero, no?

Come hanno fatto a sfuggirci?

Per fortuna che ci sono riusciti!

Il comunicato dice che questi popoli siano i più fragili sulla terra.

Non sono del tutto convinta.

Loro sono molto più in sintonia con sé e con la natura di noi tutti!

Certo, fragili rispetto al pericolo del mondo occidentalizzato, industrializzato, post moderno, si!

Siamo noi il vero pericolo e non solo per le malattie che potremmo passargli, azzerandoli al suolo, ma anche per la forza delle nostre convinzioni, per la pressione della nostra saccenza, esportatrice di benessere, sapere, cultura, religione!

Eppure i popoli del luogo, i primitivi, sono stati gli unici a comprendere che stava arrivando lo Tsunami, mentre i nostri scienziati con i loro sofisticati strumenti tecnici non hanno capito un granchè o non hanno saputo interpretare ciò che hanno visto.

Spero solo, che si faccia finta che non ci siano, che li si ignori, forse è il più grande segno di rispetto nei loro confronti!

Lasciarli vivere!

In fondo non è una gran richiesta!

E’ un diritto.

   Autore: tgcom.mediaset.it

Aborigeni

Brasile, tribù vive isolata dal mondo
Esistono ancora popoli indigeni "incontaminati" dalla civiltà? Sembrerebbe di sì, almeno in Amazzonia, dove Survival ha diffuso le foto e i video di un centinaio di persone che vivono nel cuore dellìimpenetrabile foresta tra Brasile e Perù. Difficile dire quanti siano esattamente, di sicuro il disboscamento e il contatto con l'uomo bianco potrebbe provocarne l'estinzione. "Sappiamo solo che esistono, non dove si nascondano" dicono dall'associazione.

La scoperta si deve a Survival International, associazione che si occupa della salvaguardia delle popolazioni isolate, che rischiano la loro sopravvivenza nel momento in cui vengono in contatto con il resto del mondo. Il pericolo maggiore per questi popoli è infatti costituito dalle malattie introdotte dall’esterno: virus apparentemente innocui, come l’influenza, il morbillo o la varicella, possono essere letali a causa della mancanza delle difese immunitarie necessarie. Questa tribù, infatti, non solo vive in una delle zone con la più alta concentrazione di minatori d'oro clandestini, ma vede anche i propri territori costantemente minacciati da tagliatori di legna illegali e compagnie petrolifere autorizzate dal governo a compiere prospezioni e trivellazioni nella foresta amazzonica. 

"Non è dato sapere esattamente quanti siano ma sappiamo con certezza che esistono: lo provano alcuni incontri fortuiti e le tracce che lasciano dietro di sé: frecce, utensili e case abbandonate in fretta e furia. Anche se il numero dei membri di ogni singolo popolo varia moltissimo, da un solo sopravvissuto fino a cento o duecento persone, tutto lascia pensare che siano un centinaio. In Brasile ne sono stati individuati almeno 40, 15 in Perù. In Asia li troviamo nelle Isole Andamane e in Nuova Guinea. Il resto vive tra Bolivia, Colombia, Ecuador e Paraguay. Ognuno di questi popoli è unico e le loro lingue, le loro culture e le loro visioni del mondo sono insostituibili. Sono sicuramente i popoli più vulnerabili del pianeta, e dobbiamo salvarle rispettando la loro decisione di rimanere isolate". Francesca Casella, direttrice di Survival International (http://www.survival.it/), commenta così la decisione presa dall’associazione di diffondere le immagini straordinarie di una di queste ultime tribù che oggi rischia di essere sterminata. Fino a ieri le autorità peruviane negavano addirittura a loro esistenza ma oggi, con fotografie e video alla mano, non sembra più possibile.

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4 febbraio 2013 1 04 /02 /febbraio /2013 15:03

Cenerentola non è solo una fiaba ma la realtà!

 

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Sentite questa ….

 

 

Articoli: Strano ma vero

Usa. è di moda amputare le dita dei piedi per indossare tacchi altissimi a spillo

 

 

  

 

 

 

 

Che centra Cenerentola?

Ecco, nella versione originale della fiaba, o meglio in alcune versioni originali, le sorellastre, pur di infilarsi la scarpetta di Cenerentola, si fanno tagliare le dita dei piedi.

Mi pare che quest’articolo metta in evidenza che la tendenza sia quella di sacrificare una parte del proprio corpo, pur di aderire ad un canone di reginetta del ballo, pur di diventare la regina del regno, pur di sfilare con tacchi alti!

Ma, nella fiaba neanche questa soluzione permetterà alle sorellastre di calzare la scarpetta che non appartiene loro e con essa il ruolo che ne consegue.

Forse è per ottenere quel ruolo, quel destino, è necessario pulire, rassettare, obbedire e disobbedire, essere insomma e guadagnarsi con le proprie scelte, una vita da regine di sé stesse, più che del palcoscenico.

Stiamo proprio oltrepassando i limiti della realtà!

 

 

                Che ne dite?

 

 

 

 

Autore: notizie.delmondo.info               

Tacchi altissimi una moda rischiosa

 

Sarebbero sempre di più le donne, specie americane, che ricorrono a operazioni chirurgiche per poter indossare scarpe con tacchi a spillo.

La cosa, da un certo punto di vista, deve stupire fino ad un certo punto, dato che secondo l’Associazione Podiatrica Americana ben l’87% delle donne hanno avuto problemi ai piedi a causa di scarpe scomode o che non calzavano bene.

Sempre più donne, però, anziché cambiare scarpe e sceglierne di più comode, scelgono invece di cambiare i propri piedi. Alcune si fanno iniettare collagene in punti strategici del piede, in modo che faccia da cuscinetto. Altre invece chiedono di 
accorciare le dita dei piedi. E altre chiedono direttamente che una o più dita siano rimosse, per calzare la scarpa più comodamente.

Per dare un idea delle richieste, il solo studio del Dr. Lucas a Memphis, nel Tennessee, ha trattato circa 30 parenti al mese lo scorso anno: “E’ un trend in crescita perché sempre più persone ne sentono parlare, e quindi fanno domande, e cercano di fare qualcosa”. Ma il Dr. Lucas, come altri colleghi, è restio ad applicare soluzioni estreme: vengono spesso donne a chiedere che venga loro rimosso il mignolo del piede, ma Lucas raramente accetta: “Non tolgo un dito, a meno che proprio non debba essere tolto…”.

Questo trend chirurgico però preoccupa alcuni specialisti, compresa l’Associazione Americana dei Chirurghi del Piede, che sottolineano come ogni intervento sia potenzialmente pericoloso e quindi dovrebbe essere giustificato solo da un problema medico reale, e non semplicemente dalla voglia di abbellire il piede o di indossare scarpe più belle.

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