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30 settembre 2013 1 30 /09 /settembre /2013 16:35
Meno farmaci e più psicoterapia

 

Un buon invito!

 

 

MINORI. Ido: Piu' psicoterapia meno psicofarmaci
Il 5/10 a Roma open-day scuola specializzazione per eta' evolutiva
(DIRE - Notiziario Minori) Roma, 27 set. - Sempre piu' bambini hanno qualcosa che non va. In Italia, le Asl fanno sapere che negli ultimi 12 mesi e' stato registrato un incremento del 20% di minori e adolescenti con disturbi mentali, essendo aumentati a dismisura i casi di ansia, depressione, iperattivita', anoressia, enuresi, dislessia, balbuzie, tic motori e disturbi del comportamento. Per rovesciare questo ricorso alla medicalizzazione eccessiva, con la creazione di nuove sindromi, l'Istituto di Ortofonologia (IdO) propone la formazione di piu' psicoterapeuti dell'eta' evolutiva. A tal fine, il 5 ottobre a Roma verra' presentata in un open-day la scuola quadriennale di specializzazione in Psicoterapia dell'eta' evolutiva a indirizzo Psicodinamico dell'IdO, alle ore 9.30 in via Alessandria 128/b.

"Arrestare questa impressionante ondata di medicalizzazione e' possibile, ma solo comprendendo le reali cause che si celano dietro l'aumento di queste nuove patologie", spiega Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell'istituto. Il modello teorico-clinico dell'IdO "rappresenta infatti una risposta concreta contro un eccesso di diagnosi di tipo descrittivo- conclude lo psicoterapeuta- che enfatizzano troppo un approccio tecnico alla patologia e che inseguono solo l'eliminazione del sintomo". Nel corso della mattinata verranno affrontate tutte le tematiche inerenti l'eta' evolutiva, all'interno di un confronto e dibattito aperto con Magda Di Renzo, direttrice della Scuola dell'IdO; Federico Bianchi di Castelbianco; Bruno Tagliacozzi, coordinatore della Scuola e due docenti, Anna di Quirico e Paola Vichi.

...........
 
 
Quanto riportato nel precedente articolo è assai interessante e rassicurante!
 
Ma di fatto è assurdo che sia una novità!
 
E' assai strano che debba essere una conquista e non la prassi già assodata.
 
Sembra che ci si dimentica dell'effetto che i farmaci hanno sui bambini, in termini di effetti collaterali, di limitazioni sulla crescita, in termini di tolleranza alle difficoltà, di autostima, di apprendimento, di sviluppo di altri tipi di risorse e in tanti altri elementi.
 
E poi ... la cosa che più mi colpisce è la spinta a produrre un maggior numero di psicologi dell'età evolutiva.
Io non credo proprio che sia questo il problema,
di psicologi ce ne sono più che a sufficienza, ciò che manca è lo spazio per farli operare, la disponibilità.
 
Credo che per questo serva un cambiamento in termini di cultura, di economia, di politica, di potere, di obiettivi e di intenti.
 
Fino ad oggi, per quanto se ne parli, non si è messo realmente in primo piano il bambino e la sua salute, tanto meno l'equilibrio della famiglia.
 
Le attuali politiche sociali ed economiche, non sono certo rivolte a far si che la famiglia gestisca in piena autonomia, ma soprattutto con agio il proprio naturale andamento. Si favorisce invece un'ottica assistenzialista e di emergenza.
 
Le famiglie devono arrivare a spremere tutte le proprie risorse e giungere ad incrinarsi, perchè qualcuno intervenga, gridando all'emergenza.
I bambini e gli adolescenti devono arrivare ad ammalarsi, ad essere angosciati, pieni di fobie, anoressici, a compiere atti di violenza o a subirli, a sviluppare malattie o dipendenze anomale, perchè il mondo si accorga di loro.
 
Credo che sia da tempo che dovremmo integrare tanti altri tipi di strategie rispetto a delle risposte concrete e assistenzialistiche, fra cui i farmaci.
Credo che favorire l'agio del vivere la propria quotidianità familiare, creerebbe un terreno fertile per l'utilizzo delle proprie risorse.
 
La Novergia come altri paesi europei ad esempio con 10 settimane di paternità obbligatoria, rende desiderabile questo spazio, la genitorialità è un valore, non un rischio!
 
In Italia, la paternità pagata è quasi un miraggio e la maternità un sogno! 
Quante donne devono abbandonare il lavoro dopo la nascita dei loro figli.
Ufficialmente ci sono dei diritti, ma non degli agi.
Quando i figli si sentono male o hanno dei disagi o mancano i servizi, cosa che accade assai spesso, le donne tremano al pensiero di non sapere a chi affidare i figli!
Chi lo dice al capo, che non si può essere presenti?
 
Nel momento in cui si formula la domanda per un asilo o nido comunale, fra le varie domande, si chiede se vi sono nonni vivi. Si da per scontato che chi ha dei nonni, ha già una fortuna e passa in secondo piano rispetto a chi non ce l'ha.
Ma è un'assurdità!
Primo perchè lo stato non può basarsi su queste cose, ma deve offrire dei servizi per tutti
Secondo perchè obbliga i nonni a fare in modo dovuto i baby sitter. Non ci si chiede se quei nonni hanno disturbi, malattie, patologie, se sono emotivamente in grado di accudire i nipoti e se vogliono farlo,lo si dà per scontato.
Deve essere così.
 
Tanto meno chiedersi se quei genitori vogliono affidare i propri figli per tempi lunghi o brevi ai propri genitori!
Immagiamo per esempio, quelle situazioni in cui la conflittualità genitori-figli non sia ancora risolta, i bambini vanno a trovarsi nel mezzo di un continuo e possibile terremoto!
 
Bhe, penso che se procedessi così la catena associativa, andrebbe assai lontano!
 
Allora si capisce perchè si ricorre ai farmaci, veloci, economici, facilmente disponibili ...........

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