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7 luglio 2013 7 07 /07 /luglio /2013 15:50
Del troppo amore ......

Amore, amore, ancora amore, attenzioni, ricchezze, sovrastimoli, iperprotezione ......

 

Il Troppo amore di cui si parla sempre più spesso,

mi ha fatto venire in mente un bambino che ho conosciuto tempo fa.

A tre anni non parlava ancora, in realtà sapeva parlare (anche se i genitori non ne erano certi) ma non parlava. 

Ogni tanto diceva qualcosa, ma per lo più i genitori parlavano per lui e comunque lui si faceva capire a gesti, faceva così anche con i compagni della scuola materna e obbligava gli altri a parlare la sua lingua, o almeno a capirlo in quel linguaggio tutto suo.

Perchè mai?

Genitori italiani, madre interprete, parla al figlio con la doppia lingua, italiano e inglese, il padre ogni tanto parla in dialetto del sud. Il bambino assiste anche ai dialoghi della madre in tedesco con i clienti e alle telefonate della nonna di origine slava, la sua lingua d'origine.

Perchè tutto questo?

Alla madre era stata interdetta la lingua della propria madre, perchè la nonna paterna le aveva vietato di parlare la lingua del proprio paese. Allora lei, per evitare che ciò succedesse ancora, aveva voluto fornire al proprio bambino tutte le lingue di cui era a disposizione.

Risultato? Una gran confusione, una sovrabbondanza di linguaggi, un'eccessiva richiesta.

Troppo amore! Poco amore all'origine!

Ed il piccolo, pur capendo tutte le lingue, non parlava neanche la sua lingua originale. Che non è l'italiano, non è nessuna lingua se non  il linguaggio emotivo!

Era arrabbiato e non voleva comunicare con lei, infatti oltre a non parlare, si ostinava ad andare a cercarle il seno in modo aggressivo!

Insomma, non serve dare di più, basta rispondere ai bisogni basilari eppur fondamentali, quelli per cui non è necessario aver studiato o fatto esperienza, è sufficiente essere sè stessi e lasciare che la naturalità emerga!

E' difficile quando non l'hanno dato a te, ma ci si prova e ci si riprova e ci si riprova,

di sicuro qualcosa di buono viene fuori!

Perseverare rigidamente è assai peggio che sbagliare!

Ostinarsi dietro intellettualismi, false traduzioni, diete iperlinguistiche, o iperproteiche, non rafforza le ossa, nè le emozioni, nè l'intelligenza! 

Ma talvolta, dire ho sbagliato, mi sono sbagliato, devo cambiar strada, rinunciare a delle false credenze, sembra più difficile che scalare una montagna! Chiediamoci cosa c'è in ballo!

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