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27 aprile 2012 5 27 /04 /aprile /2012 11:50

Ricette di Cucina Bio-Psico-Naturali

 

Ricetta N° 2

La Dieta Miracolosa:

Ricetta per ritrovare la propria “Forma”

 

Di seguito troverete delle indicazioni ben precise ed efficaci, per ritrovare la propria “forma”, la forma che vi appartiene, che è nascosta in mille meandri della vostra vita e fatica enormemente per poter emergere.

Se volete perdere i chili di troppo che vi angustiano e desiderate corrispondere al modello che vi siete immaginati di appartenere, allora ascoltate con gran attenzione!

Ssss! Non fate domande, ascoltate con concentrazione e silenzio.

-            Se volete dimagrire e apparire più tonici e siete Masochisti, allora non fate altra fatica, visto che nella vita ne fate già tanta, rinunciate in partenza.

Voi che sopportate tutto e tutti acriticamente, che siete sempre disponibili, che vi fate in quattro e poi in otto e in sedici, che giustificate tutto, voi …. Dove potrete mettere la rabbia, se evitate di ingozzarvi allo sfinimento?

Sarebbe una battaglia persa, seminando molti morti in battaglia! Non vi sforzate inutilmente.

Non voglio scoraggiarvi, ma i morti implicherebbero molti cadaveri di cui sbarazzarsi, molta energia, frustrazione, assenza di risultato assoluto, ma soprattutto la conferma del proprio Copione di Incapaci!

-            Se volete risultare tonici ed in forma e siete Dipendenti, ovvero vi siete sentiti rifiutati nei prima anni di vita, allora sarà un atroce sofferenza, stare a dieta!

L a privazione del cibo-nutrimento emotivo, risveglierà la forte angoscia di solitudine, la paura più grande che avete e allora …. Sarà dura rifiutarsi il surrogato affettivo. Sarebbe come abbandonarsi di nuovo, come sottoporsi nuovamente al freddo  e alla tristezza (le calorie riscaldano, i dolci alzano le endorfine, il cibo ricorda la dolce e tiepida poppata materna, la pienezza del contatto, almeno quello uterino ….). Come si fa a rinunciarvi?

-            Il fuggitivo, non ha certo bisogno di mettersi a dieta, caso mai, al contrario necessita fortemente di un po’ di peso che lo radichi più a terra e al proprio corpo, in questo dovrebbe fare quattro chiacchiere col masochista, che in materia la sa lunga …..

Per evitare un rinnovato abbandono, lui per primo fugge controllando la situazione, o almeno credendo di farlo, ma in questo modo taglia la corda (oltre che il cordone ombelicale, almeno crede), abbandonando il proprio corpo con l’estrema magrezza, con la scarsa forza muscolare, con la voce sottile e poco marcata, sembra quasi voglia dissolversi come aria e sparire con il vento.

-            Se all’inverso siete dei Controllori, siete dei bei fusti! Sì non c’è male!

Ma, se proprio dobbiamo cavillare, per una forma maggiormente armonica …. Si consiglia di sgonfiare un po’ il petto, togliere le medaglie, renderlo un po’ più terreno grazie al rafforzamento delle gambe, altrimenti si corre il rischio di volare via come palloni gonfiati, trainati dalla forza dei propri pensieri.

Rafforzate quindi le gambe ed il contatto con la terra.

-            Il Rigido, beato lui, ha un vantaggio su tutti gli altri, sicuramente porterà avanti la dieta in modo ferreo, siamo sicuri che non sgarrerà di una caloria, ma che dico una, neanche di mezza.

Ma a che prezzo, miei cari? Ne sarà soddisfatto? Ne varrà la pena? Questo gli varrà la stima e l’equità degli altri, o solo la loro invidia?

Si tratterà dell’ennesima ingiustizia a suo carico! Dell’ennesima privazione e questa volta per proprio pugno.

 

     Poveri Noi! Comunque vada ci ritroviamo sempre nei nostri panni, nella nostra Forma!

     Forse è meglio cambiare prima la forma, prima di voler passare a tutti i costi per un foro troppo stretto, che potrebbe stritolarci o lasciarci semplicemente lì, al punto di partenza.

     Evitiamo di imporci diete forzate, immagini che non comprendiamo e non ci appartengono, ritrovandoci solo nel completo fallimento. Ad ogni giro, ad ogni nuovo tentativo, ci sentiremo sempre più incapaci, aggiungendo un carico ai precedenti, saremo sempre più stanchi, cammineremo sempre più lentamente, fino a perderci.

     Bhe, forse vale la pena di prendere la cosa da un altro punto di vista, chiediamoci come stiamo, come ci sentiamo, cosa non ci fa star bene, cosa è sano e cosa no, sia dal punto di vista concreto, materiale, ambientale, umano, relazionale, intrapsichico, evolutivo e ……

Non modifichiamo solo la forma e l’immagine, sono evanescenti e rischiano di lasciarci a piedi.

                   Forse possiamo chiederci cosa vogliamo da noi, dagli altri, quali obiettivi ci poniamo, cosa non ci va più.

Cosa possiamo fare per sentirci più sereni?

Penso che da qui, dalla comprensione della propria sofferenza e dei propri obiettivi, passerà anche la forma psico-fisica, come lavoro globale.

Vedrete che i risultati saranno sicuri e duraturi!

E’ una dieta di vita!

Buon Lavoro

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