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18 dicembre 2012 2 18 /12 /dicembre /2012 14:54

L'uomo che non c'era

Joel e Ethan Coen

 

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parole chiave: responsabilità, delitto, copione, tradimento, sogni,illusioni,relazione

Film in bianco e nero dei fratelli Coen (Joel e Ethan), raffinati come non mai nell'esibizione esasperata di una realtà emotiva e relazionale, assai comune ai giorni d'oggi.

Siamo in America alla fine degli anni '50 ed è lo stesso protagonista Ed Crane, a raccontarci la sua vicenda.
Crane è un barbiere di paese, annoiato e ritirato dalla vita da sempre, ormai passivo di fronte a tutto: non c'è appunto!
Accetta tutto, compreso il tradimento della moglie, protrattosi da tempo lontano ormai.

Proietta un pò di speranze, sognando sul futuro
di una ragazzina figlia di amici.

Speranze illusorie e staccate dalla
realtà.
In un momento di ribellione, compie un atto sconsiderato, che non lo porta certo ad esserci, al contrario gli si ritorcerà sull'intera esistenza, è la resa dei conti: verrà accusato per un delitto non
commesso e passerà impunito rispetto al delitto realmente commesso.

L'eleganza scenica e concettuale di questo film, ne fa una pellicola da non perdere assolutamente.
Il messaggio fondamentale, espresso con originalità e sottigliezza,
ci ricorda di "stare qui" e affrontare la propria vita, fatta anche di insoddisfazioni e arrabbiature, preoccupazioni e fallimenti, di non volare via come il
protagonista, che non era lì, non c'era momento per momento della sua
vita nella sua vita, con la rabbia che avrebbe dovuto provare che lo avrebbe reso
vivo, così come non era lì al momento del delitto non commesso(il titolo originale infatti è The Man who wasn't there), ma di cui alla fine, ha
subito la terribile punizione, anche questa volta passivamente.

Ha accettato proprio tutto!

La paura alla fine, ti rovescia la vita, senza riuscire mai ad  afferrarla nella sua essenza.

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