Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
26 gennaio 2012 4 26 /01 /gennaio /2012 14:52

In risposta a Claudia

 

 

Riporto di seguito il quesito di Claudia (nato dalla lettura dell'articolo La strada del ritorno) e successivamente la risposta a quanto mi sta chiedendo.

 

 

 

Molto interessante.

Voglio condividere questo link, che è un po' in tema.

http://www.sololibri.net/Il-nido-dei-sogni-Rosa-Montero.html

 

Una cosa non riesco a figurarmi: in che senso il masochismo può essere inteso come una maschera? La dipendenza e il controllo sugli altri mi è chiaro, ma il masochismo ha una funzione che non
riesco a classificare.
Grazie!


Claudia

 

 

Ciao Claudia,

leggerò volentieri il tuo suggerimento, grazie!

Riguardo a quanto mi chiedi,

bhe partiamo da ciò che comprendi meglio.

Nella ferita di Rifiuto, il bambino s’è sentito rifiutato dal genitore (di solito quello dello stesso sesso) e come reazione, come meccanismo di difesa, per proteggersi dal dolore del rifiuto attuale con i genitori e poi con altre figure presenti e future, adotta la maschera del Fuggitivo. E’ una controreazione che gli rifornisce il controllo emotivo sulla situazione e sulla vita. Non è l’altro che lo rifiuta ma è lui che fugge. Tutto sembra più accettabile e meno doloroso.

Naturalmente è un processo inconsapevole.

Nella ferita di Abbandono (di solito attuata dal genitore dell’altro sesso), parimenti il bambino per il timore di essere abbandonato nuovamente, adotta la maschera del Dipendente, ha assolutamente bisogno degli altri, non può fare niente senza, “è poverino, ingenuo, incapace, fragile” ecc. e chiunque lo abbandonasse sarebbe veramente un “Vigliacco! Cattivo, sadico, ecc.”. Questo il messaggio implicito che genera il processo psichico.

Ora veniamo al masochismo. Nel caso della ferita dell’Umiliazione, succede che i genitori, di solito la madre, umilia il bambino continuando a dirgli cosa deve fare e come farlo, continuando a farlo sentire incapace e inadatto, invadendo il suo spazio personale e fisico, umiliandolo appunto nella sua individualità e indipendenza. In risposta a questa situazione così frustrante e incastrante il bambino e poi l’adulto assume la maschera del Masochista, con questa maschera (costituita da atteggiamenti, modi di fare, di dire, sentire, ecc.) assume il controllo e la condizione attiva della situazione.

Lui/lei, fa ciò che gli viene chiesto o che gli altri si aspettano che faccia o dica, perché è una persona gentile, accomodante, generosa, dedita agli altri, ecc. e non perché qualcuno lo costringe o perché è incapace di decidere autonomamente.

Come capita anche per le altre maschere, questa serve per ristabilire un senso di potere su sé, sulla propria vita e sulle proprie scelte, ma è solo un’illusione, perché la ferita permane ed è inconsapevole.

La maschera è la risposta che il bambino trova , per sopravvivere nel modo migliore alla ferita, ma di fatto è come mettere un cerotto ad una ferita, non si vede, è nascosta ma non è cancellata. Per cui, smascherarsi è importante, è il primo passo per andare a scoprire la ferita e poterla finalmente curare.

Naturalmente ciascuno di noi può avere più maschere, anche se generalmente ce n’è  una che risulta maggiormente predominante e strutturante rispetto alle altre. Talvolta la ferita principale, quella più profonda è quella meno visibile, che si nasconde sotto altre più evidenti ed superficiali. Capita infatti che una volta guariti da una ferita, ne salti fuori un’altra, sorprendendoci e lasciandoci nello sgomento.

Ma non c’è nulla di cui preoccuparsi, la cura e la guarigione è un po’ un processo a strati e progressivo.

 

Spero di essere stata esplicativa.

Un saluto

Sabrina

Condividi post

Repost 0
Psiche-Soma in libertà - in psicologia
scrivi un commento

commenti

Claudia Graziani 01/26/2012 20:27

Sì, ora è tutto chiaro. Grazie mille!!!